LAVORARE MENO ORE A SETTIMANA
A PARITÀ DI SALARIO MENSILE
Siamo, con tutta evidenza, nell'epoca di una robotizzazione industriale spinta a livelli sempre più elevati. Tradotto in parole semplici, significa che centinaia di migliaia di posti di lavoro sono già spariti, altrettanti se ne perderanno nei prossimi anni, centinaia di milioni di ore di lavoro che vanno in fumo.

Intendiamoci, se questa metamorfosi socio-economica andasse incontro ad un vero benessere collettivo e sociale, ciò ci troverebbe su una linea di piena condivisibilità. Constatiamo purtroppo oggi, che questa rapida evoluzione, sta drammaticamente allargando la "forbice", arricchendo in maniera sempre più spropositata chi ricco lo è già, relegando invece nei bassifondi e nella miseria pesta chi invece vive di solo salario e chi fa già una gran fatica a mettere insieme il pranzo con la cena. Sappiamo bene come, in questa seconda schiera che conta alcuni miliardi di persone a livello planetario, ci sono lavoratori, disoccupati, studenti, pensionati,...

Ma, sappiamo anche bene che, all'aumentare di queste criticità sociali, aumentano di pari passo conflitti di portata sempre più ampia, a tutti i livelli e in tutti i sensi.

Sociologicamente parlando, siamo full-immersi nella cosidetta società post-moderna. Siamo in una situazione di tale selvaggia evoluzione ed emancipazione, la cui prospettiva che si sta apiamente prefigurando da anni, è quella di un fac-simile di società arcaica, cioè del tutti contro tutti: in estrema sintesi, siamo di fronte al completo fallimento del sistema capitalistico.

Tornando a noi e rientrando all'interno delle nostre mura, la meccanizzazione delle lavorazioni e dei processi anche da noi sta, con lampante evidenza, riducendo il lavoro manuale, con il risultato: centinaia di migliaia di disoccupati, decine di migliaia di giovani in fuga, vari fenomeni di disperazione sociale derivanti da perdita di lavoro, e così via di male in peggio...

Rispetto a questo scenario di crisi permanente, la politica nazionale, tutta unita, è completamente assente, con la forbice che anche da noi si allarga sempre più. Lo stesso segnale di rabbia uscito, ad esempio, con l'esito del referendum del 4 dicembre, è abbastanza chiaro sul giudizio popolare rispetto l'intera classe dirigente di questo paese.

Lo stesso Movimento Cinque Stelle il cui programma, fino a un bel pò di tempo fà prevedeva la riduzione della settimana lavorativa a 30 ore, cominciando ora ad occupare poltrone importanti e, alleandosi e allineandosi al passo del padronato, mette da parte di fatto questo progetto, tuffandosi nel velleitario, evanescente e un pò demagogico, oltre che populista, Reddito di Cittadinanza.

Forti sono le nostre critiche rispetto a questo tipo di soluzione che, tra l'altro, allargherebbe a dismisura le sacche di lavoro nero sottopagato, i cui proventi andrebbero, per i "disoccupati", ad integrare il reddito di cittadinanza, andando a comporre così un salario forse neanche sufficiente.

Della stessa caratura, il nostro pollice in giù per la proposta che sta venendo avanti, di Lavoro di Cittadinanza, ovvero di lavoro sottosottopagato, cioè pressocchè gratis.

In effetti, la concezione di lavoro gratis, va sempre più diffondendosi. Parte con il CentroSinistra e a Milano, con il sindaco Sala, ovvero con Expo, che di fatto inizia questa nuovo "contratto" che provano vergognosamente ad esportare ovunque. Abbiamo tutti assistito a come le stesse istituzioni favoriscono spudoratamente l'ingresso di giovani lavoratori con salario pari a zero: peggio anche di Rignano Garganico, Rosarno,...

Utilizzando quindi come architravi, fenomeni costruiti ad hoc(disoccupazione, crisi, ecc.), obbiettivo più che palese della politica, del padronato, delle istituzioni, del sindacalismo di regime, l'abbattimento di quei salari a malapena decenti ancora in essere a tuttoggi, portandoli lentamente a salari da fame.

Nella generale latitanza della politica, come Sol Cobas, avanziamo la proposta di riduzione di orario di lavoro e, tra parentesi, per noi andrebbe anche bene la vecchia proposta del M5S di settimana lavorativa di 30 ore senza alcuna riduzione del salario mensile che, equivale dire, aumento di paga oraria per il raggiungimento dei salari attuali. Questa sì che sarebbe una vera, grande riforma del lavoro, un'autentica panacea per l'occupazione con qualche milione di nuovi posti di lavoro, non la riforma del Jobs Act, Reddito di Cittadinanza, Reddito Minimo Garantito, Lavoro di Cittadinanza, o altre porcherie varie della politica antioperaia e anticittadina.

Con la settimana lavorativa generalizzata di 30 ore, e la creazione di nuovi posti di lavoro, svariate potrebbero essere le ricadute, assolutamente positive, sotto tutti i punti di vista.

Pertanto, a tutti i lavoratori, e non solo, proponiamo di aderire alla proposta tramite il form presente a destra nel sito www.solcobas.org.

 

Milano, 07 marzo 2017

 

Milano, 07 marzo 2017