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Israele sionista terrorista

IL 25 APRILE NON E’ UNA RICORRENZA,

ORA E SEMPRE RESISTENZA!

PER UN 25 APRILE VERAMENTE ANTIFASCISTA, COSTRUIAMO UN CORTEO ANTISIONISTA, CONTRO LA GUERRA, IL RIARMO, L’ATTACCO AI DIRITTI SOCIALI E ALLA LIBERTA’.

Il 25 aprile non è una ricorrenza da celebrare una volta all’anno con discorsi vuoti e retorica istituzionale. È una storia da continuare. È una lotta da far vivere, per celebrare il sacrificio dei partigiani e delle partigiane di ieri e di oggi.

Ogni anno migliaia di persone scendono in piazza per ricordare la Liberazione dal nazifascismo, la conquista della Libertà e della Democrazia. Ma mentre dal palco si dice di celebrare quei valori, nella realtà vengono sistematicamente traditi.

Il governo Meloni calpesta ogni giorno lo spirito della Costituzione antifascista:

* impone decreti sicurezza che spingono verso uno Stato di polizia

* sostiene guerre imperialiste al fianco di USA e NATO

* attacca lavoratori, lavoratrici e studenti, tagliando il pubblico e favorendo il privato

* appoggia politicamente, economicamente e militarmente Israele, imputato per genocidio

* reprime il dissenso e criminalizza chi lotta

E a Bergamo?

Anche qui le istituzioni provano ogni anno a svuotare il significato del 25 aprile, trasformandolo in una celebrazione innocua. Mentre chi porta in piazza un antifascismo reale viene respinto e represso, viene concesso spazio e legittimità a soggetti che rappresentano l’opposto dei valori della Resistenza. Parliamo delle associazioni sioniste, come l'associazione Italia-Israele Bergamo, costola di "Sinistra per Israele" che si nascondono dietro il nome della cosiddetta “Brigata Ebraica” (

https://futurasocieta.com/2025/04/25/brigata-ebraica-le-origini-e-la-vera-storia/

Non è memoria: è propaganda.

Non è antifascismo: è complicità con oppressione, guerra ed apartheid.

Non possiamo accettare che chi sostiene un regime fascista e genocidario come quello di Israele si appropri della memoria della Resistenza.

Lo scorso anno sono stati costretti ad andarsene.

Quest’anno lo ribadiamo con ancora più forza: fuori i sionisti dalle piazze antifasciste!

Chi invita e sostiene la presenza dei sionisti al corteo è complice del genocidio del popolo palestinese.

Antifascismo oggi significa stare dalla parte della resistenza palestinese.

ANTIFASCISMO E’ ANTISIONISMO!

PORTIAMO LA RESISTENZA NEL PRESENTE

Negli ultimi mesi centinaia di migliaia di persone sono scese in piazza contro la guerra, contro il sionismo, a fianco della Palestina.

Studenti, lavoratori, attivisti: un movimento reale che ha dimostrato che la mobilitazione può cambiare i rapporti di forza.

Quella spinta non deve fermarsi.

Il 25 aprile deve tornare ad essere una giornata di lotta.

La Resistenza non è un ricordo: è un esempio.

Come allora si combatteva contro il nazifascismo, oggi lo stesso spirito vive nelle lotte dei popoli oppressi.

Dopo aver bloccato, è tempo di cambiare tutto.

CONTRO LA GUERRA, CONTRO L’IMPERIALISMO

Il mondo per cui hanno combattuto i partigiani era un mondo di pace e giustizia. Oggi viviamo l’opposto: guerre, devastazione, sfruttamento. La crisi del capitalismo riporta morte e distruzione ovunque, l’unica cosa che sembra contare è la forza militare.

Stati Uniti, Nato e Israele stanno trasformando il Medio-Oriente in una polveriera, seminando morte e distruzione ovunque. Nel frattempo, agiscono in Sud America cercando di ricostruire il proprio “giardino”. Tutto questo avviene con la complicità delle classi dirigenti italiane ed europee.

E mentre si investe in armi, le classi popolari pagano il prezzo: caro vita, precarietà, servizi smantellati.

Le guerre le pagano lavoratori e lavoratrici, che questo paese lo sorreggono.

Noi non ci stiamo: scendiamo in piazza contro la guerra, l’imperialismo e un sistema che mette il profitto sopra la vita delle persone.

PER UN 25 APRILE DI LOTTA

Il governo italiano affronta una crisi politica e sociale. Il voto popolare ha bocciato il tentativo di modificare la Costituzione e di concentrare ulteriormente il potere. Scendiamo in piazza consapevoli della debolezza del governo, ma anche della necessità di trasformarla in mobilitazione reale e diffusa. Non basta una sconfitta referendaria: serve opposizione sociale e politica nei territori, nei luoghi di lavoro e di studio.

Partecipiamo alla manifestazione del 25 aprile con uno spezzone antisionista e contro la guerra, uno spezzone radicato nella solidarietà tra i popoli e nella lotta contro ogni forma di sfruttamento.

La Resistenza non è finita: vive nelle lotte sociali, nelle mobilitazioni e nei percorsi collettivi che mettono in discussione il sistema dominante.

Scendiamo in piazza per continuare quella storia.

Perché il 25 aprile non è una ricorrenza.

È lotta viva. Ora e sempre Resistenza.



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