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Israele sionista terrorista

LA PALESTINA E’ IL MONDO

La Resistenza palestinese ha indicato al mondo intero un nemico comune da combattere

 

L’attacco palestinese del 7 ottobre 2023, e i massacri sionisti che ne sono conseguiti, hanno impresso un’ulteriore accelerazione al processo storico di dominio dell’imperialismo capitalista, che corre sempre più velocemente verso il proprio limite storico naturale: quello della distruzione progressiva e integrale della vita.

L’eroica Resistenza di un popolo intero ha però fatto molto di più: ha aperto gli occhi a tutto il mondo, non soltanto rispetto alla propria storica oppressione ma ha svelato al mondo intero il carattere ripugnante del sionismo israeliano e il fatto che agisce di concerto con tutto l’imperialismo che non a caso lo sostiene a spada tratta.

E ancor di più: si è fatta messaggera di una necessità storica di cambiamento radicale, e del fatto che esiste un nemico comune, che la minaccia imperialista-sionista incombe sull’umanità intera, ma allo stesso tempo che tale “mostro” si rivela tutt’altro che invincibile. Un chiaro messaggio rivolto a tutto il proletariato mondiale, che lo incita ad organizzarsi per entrare in una fase di battaglia attiva e comune.

L’illusorio e criminale “Piano di Pace” di Trump

Costretto a intervenire per affrontare i palesi fallimenti di un Israele incapace di realizzare alcuno degli obiettivi dichiarati (in primo luogo disarmare la resistenza), e per salvare Israele dal crescente odio di massa nei suoi confronti a livello globale, Trump si è visto costretto a chiamare a raccolta tutte le borghesie degli stati arabi “locali” e, pur di ottenerne la complicità, ha dovuto promettergli un ruolo maggiore nell’area mediorientale, con un potenziale ridimensionamento del ruolo di Israele. Tra queste complicità spicca senz’altro quella miserevole di Abu Mazen, leader di un’Autorità Nazionale Palestinese che, fin dalle sue origini, ha sempre operato per piegare i palestinesi al volere dell’imperialismo e che oggi si contrappone apertamente ad una “Palestina Libera dal fiume al mare”, e quindi alle aspirazioni di tutta la resistenza, armata e popolare, dei palestinesi.

Il Movimento operaio di fronte alla Palestina e alla guerra imperialista

Ma i palestinesi sanno bene che la prospettiva di liberazione si fonda, come sempre, sulla propria capacità di resistere; che si tratti di combattere una guerriglia popolare permanente nelle vie della prigione di Gaza ormai rasa al suolo, oppure in una Cisgiordania inesorabilmente spinta verso una “Terza intifada” dall’attuale escalation di violenza colonialista, che richiama direttamente alla memoria la Nakba del 1948 o la guerra dei sei giorni del 1967.

Ma i palestinesi sono altrettanto coscienti che, per vincere, hanno bisogno dell’intervento diretto del proletariato occidentale, della sua capacità di combattere l’imperialismo in “casa propria”, indicando, come obiettivo generale di massa, la necessità di scontrarsi coi propri governi per imporre un Embargo totale nei confronti di Israele. Una prospettiva politica concreta in cui valorizzare, sul piano sindacale, il compito immediato di difendere i traguardi economici e politici fin qui conquistati con la lotta, di tentare di estenderli ulteriormente tramite nuove battaglie coordinate, preparandosi a offrire sponda organizzativa a quei proletari che verranno spinti inevitabilmente verso una miseria (peraltro già in crescita in misura proporzionale agli investimenti militari già al rialzo) e costretti a loro volta a resistere.

Per riuscire ad essere all’altezza occorrerà certamente saper abbandonare qualunque nefasta e divisoria pretesa di egemonia sulle altre componenti dell’attuale movimento operaio; ma ancor più importante risulterà la capacità di scrollarsi di dosso qualsiasi illusione politica, sia essa incarnata da cartelli elettoralisti o da certi raggruppamenti di sinistra che cercano di ricondurre le spinte antagoniste e di classe al capezzale della democrazia, come nel caso della giornata internazionale di solidarietà con la Palestina del 29 novembre.

 Sol Cobas

 

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