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Comunicato Stampa

SULLA CHIUSURA DI SDA A CARPIANO E LA ROTTAMAZIONE DI OLTRE 200 OPERAI

Con decisione improvvisa il 22 luglio SDA Express annuncia di voler chiudere l'hub di Carpiano dal 1 agosto. Immediatamente il Consorzio UCSA, fornitore del servizio di magazzinaggio dell'azienda dichiara di ritrovarsi con un esubero di 204 operai, di non avere alcuna possibilità di ricollocarli e quindi di dover ricorrere ad un licenziamento collettivo ai sensi della Legge 223/91.

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TNT Piacenza 17092018Dopo essersi costituito con una sessantina di iscritti, il SOL COBAS ha indetto una prima assemblea in fabbrica il 17 settembre. Il Consorzio Lintel che gestisce le attività di magazzino dell'hub piacentino della TNT, prima chiede di spostare l'ora dell'assemblea, poi di farla fuori dal magazzino, infine decide di vietarla perché il SOL COBAS non è firmatario del CCNL o di accordi aziendali.

Nel corso della settimana che precede l’Assemblea, il SI-COBAS compie ripetute e giornaliere assemblee nel magazzino con l’intento di contrastare e minare l’agibilità sindacale dei lavoratori che hanno deciso liberamente di associati ad altra Organizzazione Sindacale.

Pur registrando questo atteggiamento ostile, i lavoratori costituitisi nel SOL COBAS non scendono sul terreno della contrapposizione e dello scontro tra operai e tirano dritto fino a ieri 17 settembre, giorno dell’assemblea.

Nel frattempo la FEDIT, associazione padronale di categoria, che rappresenta tra gli altri anche la TNT, segue da vicino la vicenda esternandoci la “sua” preoccupazione.

Quando la delegazione esterna del SOL giunge in fabbrica trova un comitato di accoglienza, composto da Digos, carabinieri e celerini a "vigilare la situazione": Buonasera, accesso non consentito!

È allora che scatta la protesta all'interno ed il Cobas esce dal magazzino per prendersi la delegazione Sol Cobas portandosela all’interno rivendicando quell’agibilità sindacale che tutti vorrebbero negare. Il corteo operaio impone con la forza lo svolgimento dell'assemblea nel bel mezzo del magazzino e la polizia non può far altro che seguire da vicino il surreale scenario, figlio di una scellerata condotta antisindacale che taglia trasversalmente padronato e SI.COBAS nella sua presunzione monopolista di rappresentanza.

In assemblea viene esposta la piattaforma elaborata nei due mesi precedenti di riunioni sindacali esterne alla fabbrica:

1. Riconoscimento del lavoro notturno ai fini del TFR e delle agevolazioni pensionistiche

2. Riduzione retribuita di 30 minuti dell'orario di lavoro giornaliero e recupero degli arretrati

3. Fine delle deroghe sul diritto all'indennitá di malattia

4. Riconoscimento dell'anzianità convenzionale (di magazzino) e, conseguentemente degli scatti di anzianità, e passaggio automatico di livello dal 4J al 4S legato all'anzianità di servizio.

5. Unica società fornitrice di servizi, eliminazione di cooperative ed agenzie interinali e della precarizzazione di forza-lavoro precaria.

6. Apertura di una vera trattativa di II Livello per aumenti salariali uguali per tutti, stabilizzazione della forza lavoro precaria e turnazioni di lavoro.

7. Agibilità sindacale e libertà di scelta degli operai.

Tardiva ed inutile l’entrata in scena del coordinatore provinciale del SI.COBAS che, preso atto della fuoriuscita del nucleo storico che lo aveva fondato nel luglio 2011, grazie a due settimane consecutive di battaglia contro il caporalato, lo sfruttamento, la schiavitù operaia e persa ormai ogni speranza di affidare ad azienda, associazioni padronali e forze di polizia l’impedimento dell’agibilità sindacale del SOL COBAS, ha provato inutilmente a fronteggiare e contrastare la ribellione.

Tanta paura verso un sindacato fa riflettere. Così come fa riflettere, paradossalmente, che per una inetta contesa sindacale che soggettivamente non perseguiamo, ci si ritrova, in questo memento, a parole, a perseguire medesimi obbiettivi rispetto una realtà di fabbrica dove troppe cose non vanno e troppi errori sono stati commessi, precariato dilagante docet.

Maturità politica e sindacale vorrebbe che operai e O.S. si stringessero unitariamente intorno alla conquista e alla difesa degli interessi operai. Farla prevalere e superare la logica dell’orticello è questione soggettiva. Principi e condotte si misurano nei fatti e non nelle dichiarazioni.

Sugli obiettivi di piattaforma avanzati o proponibili, l’unità di lotta farà la differenza e vogliamo lavorare per essa.

Negoziati col padrone per far valere interessi di organizzazione non saranno nella nostra agenda politica.

Piacenza, 18 settembre 2018              Sindacato Operai In Lotta Cobas

www.solcobas.org

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