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Comunicato sindacale

Un necessario passo in avanti da compiere nella filiera GLS

Le vertenze sindacali promosse da varie OO.SS. che attraversano a livello nazionale la filiera GLS, non fanno altro che confermare la necessità del superamento della logica degli appalti, subappalti e franchising.

L’internalizzazione dei lavoratori, tanto il personale non viaggiante che viaggiante, che lavorano nei Centri di smistamento, nelle sedi territoriali e nella rete di trasporto su lunghe distanze con bilici/autoarticolati per collegare i centri di smistamento regionali e nazionali, è l’unica strada che può dare loro dignità ed eguale trattamento a livello nazionale.

Un passaggio che la GLS non vuole fare ma che, in realtà, rappresenta l’unica opzione valida al fine di evitare le innumerevoli vertenze che scaturiscono dall’attuale gestione del network, dove operano una miriade di società che, puntualmente, sono fonte di problemi che ledono diritti e trattamenti dei lavoratori.

Sicurezza sul lavoro; compensi iniqui; pregressi economici, contributivi e fiscali non sanati a lavoratori, inps e fisco; carichi di lavoro spesso elevati soprattutto là dove la sindacalizzazione è debole o assente; ricatti datoriali; licenziamenti illegittimi; continui cambi di appalto …. sono terreni sui quali i lavoratori e tutte le OO.SS. si confrontano costantemente senza approdare a delle soluzioni strutturali perché è il sistema degli appalti che è marcio e li riproduce costantemente.

La presupposta convenienza della GLS ad affidare a questa o quella società, per ragioni di vantaggio economico, di policy aziendale … ed altre, le lavorazioni che dovrebbe svolgere direttamente in quanto prevalenti alla sua attività, si traduce, in realtà, in un braccio di ferro, costante ed interminabile, perché foriero, a vari livelli, di ripercussioni negative sui lavoratori della filiera.

Le inchieste giudiziarie che hanno travolto il settore e tutti i grandi player della logistica, inclusa la stessa GLS, non sono riuscite a produrre un reale cambio di passo. A ben vedere molte delle misure attuate dalle committenze sono state finalizzate a rifarsi un’immagine. Cambiare tutto per non cambiare niente.

La scelta di ridurre i fornitori operanti nella filiera attraverso una presupposta e più attenta osservanza delle policiy aziendali (sostanzialmente regolarità nel pagamento degli stipendi e dei versamenti contributivi e fiscali); di appaltare tendenzialmente ad un fornitore unico per ogni sede (indirizzo che sembra già aver subito una battuta di arresto e un dietrofront); di riduzione delle filiali con la chiusura di quelle ritenute superflue; di avvio di una politica di incentivo all’esodo attraverso i suoi fornitori per le sedi con un numero di personale ritenuto eccessivo… non risolve il problema di fondo.

Il rischio di impresa e la crisi del settore (vera e fittizia quando si sposta momentaneamente e volontariamente la merce altrove) ,nella giungla degli appalti in GLS e nei suoi franchising è tendenzialmente scaricata sulle spalle dei lavoratori e questo è fonte di forte conflittualità e scioperi.

L’internalizzazione dei lavoratori da parte del committente è l’unica soluzione che può fare un po’ di pulizia. Il resto sono, a nostro avviso, semplici palliativi.

Nell’esprime la solidarietà e la vicinanza del Sol Cobas a tutti i lavoratori e alle OO.SS. che si stanno battendo con determinazione nella difesa degli interessi dei lavoratori nella filiera GLS (come in tutto il settore ed oltre); nel manifestare il nostro pieno appoggio affinché tutte le battaglie e le vertenze in corso trovino un positivo approdo, evidenziamo la necessità politica e sindacale affinché le lotte dei lavoratori e le OO.SS. che le rappresentano, convergano e si ricompongano in un’unica piattaforma di lotta da far valere unitariamente in ogni angolo di questo paese. Questo permetterebbe di avere una maggiore incidenza con iniziative ed azioni di lotta simultanee ed unitarie che concentrerebbero gli sforzi dando maggiore potere contrattuale ai lavoratori. Il 2025 ha registrato circa 380 giornate di sciopero nei vari magazzini GLS a seguito della vertenzialità diffusa a livello nazionale. Esistono, a nostro avviso, le condizioni per ricomporre questo dato di fatto dandogli il valore che merita. Le condizioni oggettive sono già sul terreno, quelle soggettive è una questione di volontà politica facendo prevalere l’unità di classe agli interessi di sigla attraverso una piattaforma unitaria ed una mobilitazione a carattere nazionale.

Nel mentre, ricalcando quella piattaforma minima già scritta dal movimento di lotta dei lavoratori della logistica e dalle OO.SS. che si sono assunte la responsabilità di ingaggiare la battaglia, rivendichiamo l’applicazione immediata del seguente trattamento di secondo livello per ogni giorno lavorato nella filiera GLS, sia nelle sedi quelle appaltate direttamente dalla committenza ai suoi fornitori, sia in quelle dove è in essere un’affiliazione commerciale, ovvero un franchising: 

  • Trasferta di euro 25,00 per il personale viaggiante G1 e di euro 28,00 per quello di motrici di livello superiore;
  • Buoni pasto elettronici/digitali elevati ad euro 10,00 per il personale non viaggiante;
  • Indennità di disagio per turno spezzato di € 11,00 per il personale non viaggiante che effettui una pausa giornaliera continuativa ≥ ai 120 minuti

Coordinamento nazionale di filiera GLS

Milano, 09/02/2026                   Sindacato Operai in Lotta Cobas

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