LA FARSA DELLA CASSA INTEGRAZIONE

E LA MACELLERIA SOCIALE

La pandemica truffa perpretata da Conte, PD e M5S inerente casse integrazioni mai ricevute da centinaia di migliaia di lavoratori lasciati a casa da inizio crisi Covid; il totale disinteresse di molte regioni, prima fra tutte la Lombardia a guida LegaperSalvinipresidente & C., nei confronti di chi ha perso il posto di lavoro; la disoccupazione a livelli record; la prospettiva da fame nera ancora per mesi e mesi: siamo di fronte ad scenario che è la rappresentazione di un'autentica miscela esplosiva.

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Le percentuali molto buone di adesione dei lavoratori Atm allo sciopero contro la privatizzazione ci spingono, con grande soddisfazione, ad alcune considerazioni.

Quasi il 50% dei tranvieri di superficie, in serata si sono aggiunti i macchinisti della M1, il 100% dei lavoratori degli ATM Point e, l’ottimo score di alcune linee di superficie ad alta concentrazione di neoassunti,

che registrano punte altissime di adesione attorno al 90%: tutto ciò costituisce un rilevante risultato di fronte alla quale non è affatto possibile far finta come se nulla sia successo. E, tutto quanto sopra, nonostante le campane stonate di Cgil, Cisl, Uil che, sia tramite social sia tentando nei depositi di sviare i lavoratori, hanno provato in tutti i modi il boicottaggio dello sciopero. Di vera e propria privatizzazione si tratta dal momento che, pur essendo spa, la proprietà di Atm non è un soggetto privato.

Lo sciopero di oggi mette un pesante bastone tra le ruote del progetto Milano Next. L’importante stop dei tranvieri manda a dire a Sala & C. che l’ATM non si tocca e guai seri saranno se ci sarà l’ingresso in azienda di estranei e im-predatori altamente pericolosi(Busitalia): Comune di Milano, ATM e sindacati corrotti non possono più fare i conti senza l’oste, nella fattispecie i lavoratori.

Di certo c’è che davvero dura sarà la vita se lorsignori decideranno di procedere con la privatizzazione con i paraocchi: il motore della lotta è chiaro che rimane acceso e, il movimento, nel caso dovesse allargarsi, potrebbe anche cominciare a porsi ulteriori obbiettivi, ad esempio l’aumento dei sempre più pallidi stipendi.

Alle diverse segnalazioni di utenti del trasporto pubblico che ci hanno segnalato la contraddizione tra lo sciopero dei mezzi e la giornata a difesa del clima, rispondiamo che il fermo dei tranvieri contro la privatizzazione, va anche a difesa di un servizio di trasporto dignitoso e contro il deciso peggioramento a livello quantitativo e tariffario che lo stesso servizio potrebbe subire con l’ingresso di avvoltoi e sanguisughe in Atm.

Milano, 27 settembre 2019            www.solcobas.org

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