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sciopero masotinaSalari da fame e annosa applicazione contrattuale(ccnl multifunzione) del tutto fuori luogo, hanno determinato il tipico effetto “pentola a pressione”: una grande determinazione dei lavoratori nel portare a casa l’obbiettivo, non più prorogabile, di aumenti salariali in linea con la richiesta sindacale di un salario minimo di 1400 €, a fronte di un lavoro assolutamente in linea e inquadrabile con il ccnl Igiene ambientale.

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titolo 03082018

Si allunga la storia di lotta alla GLS di Cassano Magnago dove, dalle 3:30 di questa mattina, prosegue il blocco del magazzino con la partecipazione attiva della totalità dei lavoratori ivi operanti.

Qui la storia dice che i lavoratori, quasi tutti aderenti

al Sol Cobas, grazie alle lotte dei mesi scorsi, hanno portato a casa l’applicazione del contratto nazionale con in più il ticket mensa e un’indennità di trasferta per i driver: una battaglia che ha letteralmente scompaginato i piani e i progetti di facile e rapido arricchimento delle 5 società(consorzio, società, coop, padroni assatanati e arrogati, ecc.) operanti nel magazzino; una lotta di civiltà che ha solo parzialmente fatto giustizia di anni e anni di pesante e selvaggio sfruttamento...un po' come avviene nei magazzini ove sono presenti i soliti sindacati corrotti e collusi con la marmaglia padronale.

Oggi quindi, dopo la vile aggressione subita ieri dai lavoratori in sciopero ad opera di uno dei padroni di coop che, con il furgone, ha provato a sfondare il blocco dei lavoratori in lotta, è ripartita la lotta ancora più dura sin dalle prime ore del mattino.

Cosa c’è di nuovo e perché è ripartita la lotta? Semplice, c’è la chiarissima volontà da parte del padrone, ma forse anche della committente(GLS), di far fuori il Sol Cobas per far sottoscrivere ai lavoratori l’adesione ad uno dei “sindacati” fasulli che si diceva prima: la Uil. Addirittura, per spuntare l’adesione alla Uil da parte dei lavoratori, vengono usati antichi metodi coercitivi.

Ovvio che adesso l’obbiettivo dei lavoratori in lotta si sposta e si punta dritto verso l’immediato allontanamento delle coop che provano a far tornare in magazzino il tipico sfruttamento medievale esistente fino ad alcuni mesi fa.

L’idea che passa nella mente dei lavoratori e del Sol Cobas è molto semplice:

SE NON CAMBIERÀ, LOTTA ANCORA PIÙ DURA SARÀ!

 

Milano, 03 agosto 2018     www.solcobas.org

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