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Lavorare meno ore allo stesso salario

GLS

Fischia il vento ed infuria la bufera

(Quando è la lotta operaia a fare la differenza)

E’ stato respinto tra venerdì 27 e sabato 28 aprile, il tentativo di compiere un improvviso cambio di appalto nelle 5 sedi GLS della provincia bergamasca: Bergamo, Albino, Cividino, Treviglio, Carvico.

 La battaglia si è innescata a 9 giorni dal cambio di appalto (fissato per la data del Primo di maggio) quando il sindacato è stato informato in modo del tutto anomalo e poco trasparente dell’operazione.

GLS, infatti, che avrebbe dovuto, nel rispetto dell’art. 42 del CCNL “logistica, trasporto merci e spedizione”, avvisare le OO.SS. presenti nell’appalto con un preavviso di 15 giorni, ha preferito non farlo e stessa cosa ha fatto il Consorzio uscente DRAS.

Mentre il sindacato era in procinto di concludere un accordo di secondo livello teso a migliorare le condizioni salariali e normative e a mettere ordine alla frammentazione societaria e contrattuale presente nell’appalto, è venuto a conoscenza che si stavano cambiando i giocatori e le carte in tavola, senza che fosse offerta nessuna garanzia circa gli impegni delle società uscenti e di quelle entranti.

La puntuale stampella sindacale offerta alla controparte dalla CISL, non è stata in grado di rassicurare nessuno e non avrebbe potuto, anche volendo, visto che nessuna consultazione è stata fatta per conoscere il parere e la volontà dei lavoratori.

Visto che di mestiere qui si fanno viaggiare i pacchi, stavolta gli operai, attraverso lo sciopero, hanno rispedito il pacco al mittente, con tanto di bigliettino di auguri di buon 1 Maggio.

Questa battaglia, che si è arricchita della partecipazione allo sciopero dei colleghi della sede GLS di Sesto Ulteriano, era pronta a radicalizzarsi ed estendersi nel caso in cui non si fosse trovato un punto di caduta che è stato poi raggiunto domenica 29 aprile.

Questo in virtù del fatto che il dato politico-sindacale che l’ha caratterizzata non è stato tanto quello di ottenere delle garanzie o dei miglioramenti, tuttavia importanti e necessari, quanto quello di denunciare e pretendere appalti puliti, contrastando l’illecita erosione salariale e contributiva e, oggettivamente, anche quella stessa evasione fiscale che tutti dicono di combattere a parole e che, sovente, dilaga dietro la logica del sub appalto, soprattutto nelle sue forme più aberranti ed illecite.

In un settore martoriato da quell’illegalità che le parti datoriali e la stessa triplice confederale (CGIL-CISL-UIL) riconoscono esserci, tanto per citare nuovamente quell’art. 42 del CCNL di settore che sembra però più un “doveroso” corollario che una reale volontà politica, i lavoratori scesi in sciopero hanno lottato contro uno scempio che è ampiamente diffuso nel settore e che le cosiddette autorità preposte sembrano incapaci di contrastare. Mentre il contrasto agli operai in sciopero è sempre puntuale davanti ai cancelli, il contrasto al malaffare, che potrebbe portare evidenti vantaggi in senso generale, non viene perseguito con la stessa sistematicità.

Visto che siamo operai con il pregiudizio di pensare che, nella sostanza, è lo stesso sistema ad essere furfante e fraudolento e a permette che avvengano quotidianamente tali indecenze; visto che non possiamo permetterci, per condizione sociale e tempo, di percorrere le lungaggini burocratiche della via della denuncia alle autorità per vedere soddisfatti i nostri interessi e per evitare che vengano compiuti ulteriori maltolti fatti alle nostre spalle; visto che non abbiamo capitali a disposizione da sperperare e la voglia di intraprendere scivolose ed interminabili maratone giudiziarie che spesso qualcuno ci indica essere la via semplicemente per ribadirci che è sbagliato fare quello che facciamo… noi molto più semplicemente e immediatamente preferiamo la via della LOTTA e dell’UNITA’ degli operai per risolvere i nostri problemi.

Questo sciopero esploso alle porte del 1 Maggio, che segue altre recenti giornate di sciopero prodottesi prima che il sindacato venisse a conoscenza della scelta di GLS di cambiare il fornitore per le sedi della bergamasca, ha suggellato in battaglia l’unità e la determinazione dei lavoratori che hanno detto basta alle truffe, al furto sistematico e alla logica della frammentazione e diversificazione dei trattamenti figlia del sub appalto fraudolento.

Incrociando le braccia e non lavorando la merce in entrata ed in uscita; impedendo che i lavoratori in sciopero fossero sostituiti da personale esterno; facendo muro al tentativo di effettuare un cambio appalto senza garanzie e accoglimento delle istanze operaie, la lotta è stata in grado di mettere in affanno la committenza GLS per poi giungere a domenica 29 aprile, quando le nuove società entranti hanno sottoscritto l’accordo di cambio di appalto con tutte le tutele e le garanzie richieste dal sindacato accogliendo parte delle richieste di secondo livello al fine di avviare un tavolo e giungere, da qui a due mesi, alla definizione di un accordo più compiuto.

Questo vento di primavera, questo auspicio di Primo Maggio, noi operai lo dedichiamo a tutti quei lavoratori e a quegli sfruttati che decidono che è giunto il tempo di alzare la testa. Una dedica dal sapore internazionale e multietnico, che dimostra ancora una volta, che nessuna differenza di razza, colore, cultura o religione può dividerci se noi operai, in quanto tali, scendiamo in battaglia per i nostri interessi.

Porgendo uno sguardo fuori dalla bergamasca ed indirizzandolo a quel mondo da cui veniamo; alla tanta miseria, disperazione e guerra che martorizza paesi ed interi continenti; vogliamo inviarvi il nostro saluto di battaglia e di solidarietà.

Buon Primo Maggio e buona battaglia!

Sindacato Operai in Lotta COBAS - 30/04/1

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