intestazione sol cobas

Israele sonista terrorista

Contro il genocidio contro il sionismo

Manifesto di lotta degli operai BRT di Gatteo

1. Ci siamo costituiti come Comitato di base in fabbrica nel 2018 per lottare contro la precarietà contrattuale, per ottenere aumenti salariali generalizzati e soprattutto per l'affermazione della dignità operaia, umana e politica, contro il regime schiavistico e caporalesco che, senza la lotta operaia, risulterebbe del tutto incontrastato dentro i magazzini della logistica e, più in generale, in tutte le attività lavorative sottoposte al regime degli appalti

2. Attraverso la mobilitazione permanente, con scioperi e picchetti,, abbiamo affrontato e sconfitto i tentativi di repressione e rappresaglia politica messo in atto dalla BRT, con l'esplicito appoggio delle istituzioni politiche e giudiziarie locali. Solo questa determinazione di lotta collettiva, ci ha permesso di imporre l'abolizione di qualsiasi differenza salariale, e soprattutto, la stabilizzazione a tempo indeterminato per tutti i 230 operai del magazzino

3. È di fronte a questo che Il 23 dicembre la BRT ha deciso improvvisamente di imporre un cambio appalto (non solo a Gatteo ma in mezza Italia) per tentare di introdurre una nuova azienda fornitrice che, incurante delle norme sui cambi appalti (tempi di preavviso obbligatori e sottoscrizione di un verbale sindacale) si presenta in magazzino dichiarando che non rispetterá gli accordi in essere e minacciando di licenziamento chi non accetterà il loro ingresso forzato.

4. Respingiamo , senza sé e senza ma, questa operazione di BRT su scala nazionale e ci rivolgiamo agli operai di tutti i magazzini BRT (entrati anch'essi in battaglia in questi giorni e per gli stessi motivi), e alle loro rappresentanze sindacali, affinchê non sottoscrivano alcun verbale di cambio appalto, mantenendo cioè ferma la posizione: rispedire al mittente tutto il pacchetto. Viceversa, qualsiasi accordo, anche se totalmente garantista per i lavoratori da un punto sindacale, rappresenterebbe un cedimento politico ad una manovra finalizzata a mettere in discussione i risultati politici raggiunti negli anni, e cioè l'affermazione di una reale autorganizzazione operaia indipendente dai padroni

5. Non siamo in lotta per difendere un posto di lavoro ma per appropriarci del lavoro. Non siamo in battaglia per avere un salario più o meno dignitoso in cambio della sottomissione ad un sistema di potere palesemente marcio e corrotto, come ben dimostrano i 150 milioni di Euro di BRT, ancora sotto sequestro per evidenti illeciti proprio in tema di appalti ed evasione fiscale. Lo stato di agitazione proclamato il 27 dicembre terminerá pertanto solo ad ottenimento degli obiettivi qui dichiarati

6. Siamo lavoratori provenienti da paesi sottoposti all'oppressione dell'imperialismo occidentale. Ribadiamo quindi la piena solidarietà a tutte le mobilitazioni internazionali che, dalle lotte nel Sahel contro il colonialismo francese (francese come la proprietà di BRT) all'eroica resistenza del popolo palestinese, passando per i poderosi scioperi in Bangladesh contro lo sfruttamento delle Multinazionali occidentali del tessile, lanciano al mondo intero un messaggio di lotta universale contro il sistema dominante e per un cambiamento radicale e che vogliamo raccogliere pienamente facendo la nostra parte.

 

SOL COBAS - Consiglio Operaio Gatteo, 31 dicembre 2023

 

facebook Logo logo twitter

Percorso