LA FARSA DELLA CASSA INTEGRAZIONE

E LA MACELLERIA SOCIALE

La pandemica truffa perpretata da Conte, PD e M5S inerente casse integrazioni mai ricevute da centinaia di migliaia di lavoratori lasciati a casa da inizio crisi Covid; il totale disinteresse di molte regioni, prima fra tutte la Lombardia a guida LegaperSalvinipresidente & C., nei confronti di chi ha perso il posto di lavoro; la disoccupazione a livelli record; la prospettiva da fame nera ancora per mesi e mesi: siamo di fronte ad scenario che è la rappresentazione di un'autentica miscela esplosiva.

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titolo unit operaia

In tutta Italia sono migliaia le aziende che hanno cercato di approfittare della pandemia per scaricare il costo della crisi sugli operai.

E rischiava di andare nello stesso modo anche alla Carrefour, come ben sappiamo visti i tagli sugli stipendi che si osservano dai cedolini erogati dall’azienda.

Con l’accordo sulla Cassa Integrazione firmato ieri, grazie alla posizione unitaria dell’assemblea dei lavoratori (IL SALARIO DI MARZO NON SI TOCCA!) si è riuscito a difendere la posizione e ottenere il risarcimento immediato (bonifico in giornata) della quota salariale mancante. La quota verrà erogata sottoforma di anticipo sulla Cassa Integrazione e verrà restituito con il proprio stipendio. Nel caso in cui l’INPS non abbia ancora provveduto ad erogare l’assegno di cassa, la Gemal rinnoverà nuovamente l’acconto in modo che gli operai mantenendo integro il loro stipendio.

L’accordo prevede inoltre che per tutta la durata del periodo di cassa previsto dal DL 17 marzo 2020, nessun lavoratore verrà messo in cassa integrazione se non su basi volontarie (senza più nessun anticipo e nessuna integrazione) e che quindi i periodi di malattia successivi all’1 aprile verranno trattati come Cassa Integrazione.

Detto questo, pur considerandolo un accordo positivo per tutti i lavoratori, è bene non restare a dormire e farci carico, tutti insieme, di affrontare un periodo che si preannuncia durissimo per la classe operaia ed avere un grosso senso di responsabilità, non solo tenendo alta la guardia dentro il magazzino, ma guardando anche al di fuori.

Per quanto riguarda le vicende interne il Sol Cobas si farà carico di un controllo accurato delle buste paga, o per meglio dire di controllare se effettivamente i lavoratori hanno ricevuto tutto quello che gli spetta da un punto di vista contrattuale, cominciando dalla busta paga attuale per poi proseguire nei mesi a venire e fino alla fine del periodo di cassa integrazione.

Per quanto riguarda invece le vicende “esterne” è evidente a tutti che la situazione è molto più critica, complessa e per molti versi difficile da prevedere con precisione. Quello che però appare sicuro è che non potremo permetterci di ragionare a compartimenti stagni e che, in un modo o nell’altro, saremo coinvolti dalla crisi economica che si preannuncia di dimensioni mondiali. In altre parole saremo costretti a ripensare a molti fattori che ci riguardano come operai, ed in primo luogo al rapporto fra potere di acquisto dei salari e orario di lavoro, lottando per mantenere forte e compatta la nostra posizione e, allo stesso tempo, guardando alle decine di migliaia di nuovi disoccupati che si creeranno in Lombardia e non solo.

Riteniamo quindi fondamentale cominciare da subito a fissare alcuni punti di piattaforma generale che ci permettano di giocare al meglio le prossime battaglie a partire dalle rivendicazioni generali quali:

  • LA LOTTA PER UN SALARIO MINIMO INTERCATEGORIALE DI 1500€ AL MESE

  • UNA RIDUZIONE GENERALE DELL’ORARIO DI LAVORO A PARITA’ DI PAGA

  • UNA RIDUZIONE DEGLI AFFITTI PER DIFENDERE IL POTERE DI ACQUISTO DEI NOSTRI STIPENDI

E’ certamente presto per avere un’idea chiara di come possiamo batterci concretamente per raggiungere questi obiettivi. Ma non è certamente presto per cominciare a fissarli come riferimento generale per la lotta che ci aspetta.

 

UNITI SI PUÒ, UNITI SI DEVE,

UNITI SI VINCE

Milano, 28 aprile 2019                        www.solcobas.org

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